Sondrio , 05 ottobre 2019   |  

Giornata della salute mentale dedicata alla prevenzione del suicidio

L’edizione 2019 è dedicata alla prevenzione del suicidio: il Dipartimento di salute mentale coordina i gruppi di auto mutuo aiuto e i colloqui per i familiari

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In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, giovedì 10 Ottobre, presso l’ospedale di Sondrio, sarà promossa l’iniziativa “H-Open day Salute Mentale”.

Dalle 10 alle 13 e dalle 13 alle 16 tutti gli interessati potranno presentarsi al terzo piano del padiglione sud, presso l’Ambulatorio disturbi alimentari, per usufruire dei servizi offerti gratuitamente: visite psichiatriche, psicologiche e dietologiche, somministrazione di test, informativa sui percorsi di cura nei servizi psichiatrici e nell’ambito dei disturbi alimentari. La prenotazione è consigliata ma non obbligatoria.

L’iniziativa viene lanciata in contemporanea in oltre 135 ospedali Bollini Rosa, tra cui quello di Sondrio, premiati per l’offerta di percorsi diagnostico-terapeutici e di servizi dedicati alle patologie femminili, e si inserisce nel calendario di appuntamenti di “Ottobre in Rosa” coordinato dall’Ats della Montagna.

Quest’anno l’evento è ancora più denso di significato per il Dipartimento di salute mentale dell’Asst Valtellina e Alto Lario, in quanto l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha dedicato la Giornata mondiale della salute mentale alla prevenzione del suicidio, un fenomeno di salute pubblica che riguarda da vicino anche la nostra provincia, al quale viene prestata particolare attenzione.

Da anni il Dipartimento di salute mentale, in collaborazione con l’associazione Navicella, offre percorsi psicologici per i familiari di suicidi aiutandoli ad affrontare una sofferenza che va oltre i lutti per altre cause. «Interveniamo in un ambito perlopiù trascurato - sottolinea il direttore del Dipartimento di salute mentale Mario Ballantini - per aiutare le persone a superare il lutto per suicidio, che ha caratteristiche psicologiche e sociali proprie e che quindi necessita di un percorso speciale per alleviare la sofferenza. L’esperienza di chi vi ha aderito ci ha confermato che in questi casi un aiuto può davvero fare la differenza. Il nostro impegno è innanzitutto quello di promuovere questa opportunità tra la popolazione affinché tutte le persone che si trovino ad affrontare questo dramma ne siano a conoscenza».

La difficoltà, in una provincia che le statistiche pongono ai vertici per numero di suicidi, è legata alla natura stessa dell’atto, che viene spesso sottaciuto, e alla sottovalutazione dei problemi che coinvolgono familiari e amici di chi si è tolto la vita. Senso di colpa, solitudine, domande che non trovano risposta, fino allo stigma sociale, possono prostrare una famiglia e diventare fattori di rischio.

I “survivors”, dall’inglese “sopravvissuti”, come sono individuati i familiari di suicidi, vengono accompagnati in percorsi psicologici con gruppi di auto mutuo aiuto, coordinati dal Dipartimento in collaborazione con l’associazione Navicella, e colloqui ad hoc. Partendo dall’assunto che soltanto chi ha vissuto la tragedia del suicidio può davvero capire la sofferenza degli altri, i gruppi, supportati da uno psicologo, creano e forniscono aiuto, comprendono e sostengono. Tutti gli interessati possono rivolgersi al Dipartimento di salute mentale per ulteriori informazioni su questo servizio e sulle opportunità offerte in occasione di “H-Open day Salute Mentale” del 10 ottobre prossimo.

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