Sondrio, 27 marzo 2019   |  

Ghiaccio bollente

di Gabriella Stucchi

La “fiaba terapeutica” veicola un messaggio e predispone la persona al cambiamento

Ghiaccio bollente

L’autrice Daniela Patrignani, pedagogista con molta esperienza nell’ambito adolescenti-famiglia-scuola, nella Presentazione dichiara il suo intento di proporre spunti di riflessione e insieme strumenti concreti a cui ricorrere nel percorso educativo degli adolescenti. Tra questi, l’uso della “fiaba terapeutica”, attraverso cui la persona viene guidata a focalizzarsi su un determinato aspetto del problema e a trovare le risorse per affrontarlo.

Nel I capitolo parla di “età vulnerabile” riguardo il periodo tra i 10 e i 20 anni, evidenziando i cambiamenti che si verificano: il raggiungimento dello stato adulto, la maturazione puberale, lo sviluppo intellettuale. È una fase delicata, che coinvolge in primo luogo l’adolescente in questo momento evolutivo, ma anche i genitori, che sono sconcertati e a volte hanno l’impressione di sbagliare in quello che fanno.

L’uso di internet ha certamente modificato il modo di instaurare le relazioni, che tra l’altro possono essere disturbate dal tono con cui i genitori si approcciano ai figli: imposizioni sul comportamento, indicazioni che talvolta esprimono i propri sogni insoddisfatti.

Genitori ed educatori a volte devono affrontare situazioni particolarmente gravi, come: disturbi alimentari (anoressia, bulimia); dipendenza (tossicodipendenza, alcolismo, dipendenza fa internet); disturbi dell’umore; violenza, compreso l’autolesionismo; comportamenti sessuali a rischio. Secondo molti autori un fattore importante è costituito dall’ambiente familiare e sociale che circonda il ragazzo.

Nella seconda parte “Boccioli tra rovi e spine” l’autrice offre indicazioni per “far fiorire”, partendo da storie di adolescenti da lei seguiti. Cita la storia di sette adolescenti, maschi e femmine, da lei seguiti/e con diversi problemi: ansia scolastica, rivalità tra fratelli, ricerca della propria strada, paura di deludere le aspettative familiari.... Il primo momento è l’ascolto, con l’attenzione di individuare il punto focale su cui lavorare, per individuare i motivi delle difficoltà; in secondo luogo per cogliere le risorse su cui puntare per far emergere il bello e il buono che ridanno fiducia in sé e permettono di guardare la vita con un nuovo sguardo, un rinnovato slancio che permettono di costruire la vita vera, quella che nasce dalle proprie capacità, dai sogni che si possono avverare con l’assunzione di responsabilità, con l’apertura verso chi sta intorno, soprattutto la famiglia, gli amici, la scuola.

Un percorso non facile, per cui l’autrice/pedagogista usa il metodo della “fiaba terapeutica”, che si adatta alla condizione della persona e suggerisce gli atteggiamenti da assumere, non solo da parte dell’adolescente, ma anche da genitori, insegnanti e amici, da cui si richiede sensibilità, prudenza, dialogo, incoraggiamento, senza intromettersi nelle scelte né mirare alla perfezione.

L’importante è evitare l’isolamento della persona, la chiusura, che sono i veri motivi della patologia, che si manifesta in forme diverse, ma sostanzialmente dipende da una mancanza di autostima. Questo può succedere ad ogni età: possono verificarsi momenti di arresto, di sfiducia anche in conseguenza di eventi che ci hanno toccato: un lutto, un esito negativo a scuola, un abbandono da parte di una persona amata a cui si era legati...L’importante è saper reagire, con la speranza e anche la certezza che l’incubo cesserà se si riacquisterà la fiducia in sé, nelle persone che ci circondano.

In modo originale, cioè attraverso le domande poste al termine di ogni fiaba, l’autrice coinvolge ragazzi, genitori, educatori, perché ciascuno rifletta, e in base al ruolo che riveste, collabori perché l’adolescente faccia maturare tutto il buono che porta in sé, per il bene suo, della famiglia e della comunità.

Daniela Patrignani GHIACCIO BOLLENTE –Paoline – euro12.00

 

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