Sondrio, 27 settembre 2019   |  

La Terra non si preserva con scioperi o manifestazioni

di Alberto Comuzzi

La coscienza ecologica non si matura con gli scioperi, ma con piccoli utili gesti quotidiani di rispetto verso ciò che la natura offre.

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Distribuzione della temperatura sulla superficie terrestre. In rosso le aree a temperatura più elevata, in blu le aree a temperatura meno elevata (credit wekipedia)

Il mondo si mobilita oggi, 27 Settembre, per “salvare” il pianeta dall'inquinamento e per creare una coscienza ecologica globale. Manifestazioni, cortei, sit-in sono previsti ovunque e, naturalmente, anche in Italia. I movimenti ecologisti hanno annunciato che saranno 150 le città interessate ad una mobilitazione generale alla quale hanno dato il loro appoggio i sindacati e, ovviamente, gli studenti di ogni ordine e grado insieme a tanti loro docenti.

Il Miur (Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca), per l'occasione, ha diramato una circolare che disciplina la partecipazione degli studenti al 3° Global Strike For Future (3° sciopero globale per il futuro) sul tema dei cambiamenti climatici promosso dal movimento Fridays For Future (Venerdì per il futuro).

«Come noto, la settimana culminerà nel 3º Global Strike For Future venerdì 27 settembre, con manifestazioni pacifiche organizzate su tutto il territorio nazionale», si legge nella circolare.

«Al riguardo, in previsione dell'ampia adesione degli studenti italiani alle iniziative locali, alle quali molto spesso le istituzioni scolastiche e le associazioni studentesche hanno fornito il proprio supporto organizzativo, l'onorevole Ministro esprime l'auspicio che le scuole, nella propria autonomia, possano considerare l'assenza degli studenti per la giornata del 27 p.v. motivata dalla partecipazione alla manifestazione, utilizzando le ordinarie modalità di giustificazione delle assenze adottate dalle stesse scuole.

Si invitano, inoltre, i Collegi dei docenti a valutare la possibilità che tale giornata non incida sul numero massimo delle assenze consentite dal monte ore personalizzato degli studenti, stante il valore civico che la partecipazione riveste».

Bene. Siamo tutti contenti. Una bella giornata in meno di studio per i nostri ragazzi e una loro festosa camminata nelle strade cittadine, magari in centro, in modo da bloccare per qualche ora il traffico.

Scioperiamo, fermiamo le attività, blocchiamo tutto ciò che si può bloccare e la coscienza ecologica di milioni di italiani sicuramente crescerà.

I pupari o, se si preferisce. i burattinai che muovo la giovane svedese Greta Thunberg, impegnata a diffondere il “verbo ecologista”, hanno idee chiare e si muovono lungo una precisa direttrice: “evangelizzare” il mondo perché si “converta” all'ecologismo presentato come un messaggio messianico di salvezza, quasi una religione secolare che salva l’umanità dai disastri causati dall'industrializzazione e dalla tecnologia.

I fondamentalisti verdi arrivano poi a divinizzare la natura, mentre per la fede cristiana la natura è creatura di Dio, che non si identifica in essa, ma la trascende infinitamente.

La teologia cattolica spiega poi che «l’ecologismo è biocentrico, perché per esso l’uomo fa parte della natura, ed è un vivente, alla pari con gli altri viventi. Il cristianesimo invece è antropocentrico perché pone l’uomo al centro e al vertice della creazione.

È vero che l’uomo fa parte della natura sotto l’aspetto biologico-corporeo, ma in sé possiede anche una forte componente spirituale; a differenza degli altri esseri viventi, l’uomo è dotato di libertà, intelligenza e coscienza». Tutta la creazione è stata fatta da Dio per il bene dell’uomo, affinché egli se ne serva non solo per la sua vita e le sue esigenze materiali, ma soprattutto per la sua evoluzione spirituale.

Prima di scioperare per i cambiamenti climatici sarebbe utile, per esempio, imparare a non lasciare scorrere l'acqua dal rubinetto quando si lavano i denti, o a non tenere le luci accese in locali disabitati, o ad utilizzare l'automobile per spostamenti inutili, o ad abbandonare rifiuti di picnic in boschi e prati, o a trascurare le corrette modalità della raccolta differenziata della spazzatura, o …. etc. etc.

Nell'enciclica “Laudato si” papa Francesco spiega molto bene quali siano i valori che devono innervare un valido progetto ecologico. «La sobrietà e l’umiltà non hanno goduto nell’ultimo secolo di una positiva considerazione», egli afferma. «Quando però si indebolisce in modo generalizzato l’esercizio di qualche virtù nella vita personale e sociale, ciò finisce col provocare molteplici squilibri, anche ambientali.

Per questo non basta più parlare solo dell’integrità degli ecosistemi. Bisogna avere il coraggio di parlare dell’integrità della vita umana, della necessità di promuovere e di coniugare tutti i grandi valori.

La scomparsa dell’umiltà, in un essere umano eccessivamente entusiasmato dalla possibilità di dominare tutto senza alcun limite, può solo finire col nuocere alla società e all’ambiente.

Non è facile maturare questa sana umiltà e una felice sobrietà se diventiamo autonomi, se escludiamo dalla nostra vita Dio e il nostro io ne occupa il posto, se crediamo che sia la nostra soggettività a determinare ciò che è bene e ciò che è male». Qualsiasi ulteriore commento ci pare superfluo.

 

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