Sondrio, 20 dicembre 2019   |  

L'Italia ha bisogno di grande concretezza in politica

di Alberto Comuzzi

La parte produttiva del Paese, quella che crea ricchezza, è stanca di fumosi discorsi e di sterili alchimie proposte da una classe politica tanto sterile quanto autoreferenziale

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C'è una buona dose di realismo e di concretezza nella proposta avanzata dai vertici della Lega di dare vita ad una specie di mini costituente per chiudere alcuni urgenti dossier e subito dopo andare al voto.

In pratica, se abbiamo capito bene, Matteo Salvini, messa la sordina alla polemica politica, propone di trovare tra tutte le forze presenti in Parlamento, un accordo su Whirpool, Ilva, Alitalia, Banca Popolare di Bari, nuova elegge elettorale (con aggiornamento dei collegi) e, subito dopo andare a votare. I tempi per l'operazione – sempre se abbiamo inteso bene – non dovrebbero superare i 90/120 giorni.

Abbiamo usato la parola concretezza perché Giancarlo Giorgetti, che è il vero artefice della proposta, è una persona concreta e si rende conto, da autentico lombardo qual è, che "piutost' che nient' l'è mej piutost'" (tradotto: accontentiamoci di ciò che c'è, ben inteso, per ora).

Che senso ha andare al governo e prendere in mano un Paese completamente distrutto? Non occorre il cervello di Einstein per capire che può ancora avere senso risollevare l'Italia se la si trova almeno in ginocchio, ma non morta.

Giorgetti ha compreso che al vuoto della politica si va ormai affiancando quello dell'economia (grazie anche ai provvedimenti vessatori presi con la recente manovra nei confronti di chi produce ricchezza, cioè gli imprenditori) e, quel che è peggio, in un clima sociale profondamente segnato dalla sfiducia.

L'Istat segnala che nell'ultimo decennio sono emigrate dal nostro Paese 816.000 persone (117.000 nel 2018), quasi tutte con alto livello di istruzione, vale a dire diplomati e laureati e tantissime dalla Lombardia.

Un Paese è destinato al declino se non fa più figli e perde i pochi giovani che ha. Nel bene e nel male fino alla decapitazione della Democrazia cristiana e del Partito socialista (non dell'allora Partito comunista) agli inizi degli Anni Novanta, gli italiani avevano uno Stato.

Oggi, purtroppo, non è così. Le carte che Germania e Francia hanno potuto giocare a loro favore in Europa dipende molto anche dall'assenza in Italia di uno Stato degno di tale nome.

Dal 1861 il nostro Paese ha sostanzialmente mantenuto inalterato il proprio assetto statuale che è quello di una sistema centralista. Autonomie basate sul principio di sussidiarietà rimangono tuttora un bel sogno nel cassetto.

Così come una pia illusione è la proposta della Lega per una mini costituente, visto che più d'una forza politica s'è subito affrettata a derubricarlo come inattuabile e altre, più sprezzantemente, a non ritenerlo neppure degno di considerazione.

Siamo ormai in una situazione incancrenita in cui oltre 60 milioni di italiani sono ostaggio di una parte dell'élite politica che, temendo di perdere il seggio, mantiene vivo un governo debole e incapace di risolvere le sfide poste dalla situazione interna ed internazionale.

Cinque stelle, Italia viva, Leu e anche una buona parte di Forza Italia hanno al proprio interno deputati e senatori consapevoli di essere all'ultimo giro "di giostra": se si conclude la legislatura, per loro si chiudono definitivamente le porte delle Camere.

I mutui per acquistare la casa accesi da moltissimi deputati pentastellati sono un formidabile deterrente contro il ricorso alle urne auspicato da quegli italiani che si riconoscono nel centro-destra (stando al numero di voti emersi dalle ultime consultazioni elettorali maggioranza nel Paese) e che intravedono nella nascita di un nuovo governo a trazione leghista la spinta necessaria per la rinascita dell'Italia.

La classe politica è espressione dei cittadini che la eleggono. Votare per protesta e senza razionalità aggrava la situazione generale di un Paese.

Se è deplorevole cambiare elegge elettorale per conservare il proprio seggio, è altrettanto deprecabile scegliersi dei rappresentanti dequalificati o addirittura sconosciuti.

Abbiamo tutti bisogno di maggior pragmatismo, oltre che di un corale esame di coscienza. Non c'è più tempo per utopiche ideologie.

 

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19 Febbraio 1743 a Lucca nasce Ridolfo Luigi Boccherini (morirà a Madrid il 28 Maggio 1805), prolifico compositore, principalmente di musica da camera, considerato il maggior rappresentante della musica strumentale nei Paesi neolatini europei durante il periodo del Classicismo

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