Sondrio, 15 febbraio 2018   |  
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Creval: le promesse dei vertici e i dilemmi degli azionisti

Un lettore ragiona sulle varie ipotesi di comportamento che potrebbe assumere chi detiene titoli del Credito valtellinese.

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Un lettore, che mostra chiare competenze in fatto di borsa, ci scrive suggerendo alcune piste che, a suo parere, potrebbero essere seguite dai possessori di azioni Creval. Naturalmente Valtellinanews non sposa alcuna tesi. È piuttosto complicato, perfino per gli analisti finanziari, elaborare ricette valide per tutti. Ogni azionista ha – ed è – una storia a sé. Pubblicando la lettera del nostro lettore pensiamo però di mettere in circolazione qualche ragionamento in più su cui meditare., tra i tanti che in questi giorni si fanno intorno all'incerto futuro del Credito Valtellinese (ma per qualsiasi attività umana «del doman non v'è certezza», come insegna Lorenzo De Medici).

 

Caro Direttore,

Mettere altri soldi, per chi è già socio Creval, non è facile. Ne ha persi tanti e, solo per restare alle performance di Borsa dell'ultimo anno, siamo vicini a quota -80%. E per chi le ha prese ai prezzi massimi (mai comprare sui massimi!!) è stata una mazzata. Ricordiamo che il titolo - oggetto di fin troppi raggruppamenti di azioni che confondono - valeva nel luglio del 2015 più di dieci volte gli attuali prezzi.

Bisognerebbe sempre comprare sui minimi e 0,1 euro (10 centesimi) dell'offerta Creval appaiono un supersaldo. Le azioni (ben 7 miliardi di nuovi titoli - un'enormità - servirà forse l'ennesimo raggruppamento) sono a disposizione degli azionisti che hanno la prelazione. Per prenderle bisogna mettere altri soldi e lo stato d'animo dei soci storici non è dei migliori. La banca nel frattempo è diventata una Spa ed è diminuita la possibilità dei "piccoli" di influire sulle decisioni.

C'è chi non vede volti nuovi, chi non vede prospettive, chi teme che la banca possa perdere autonomia e finire in un grande gruppo perdendo la capacità di servire con decisioni rapide la Valle. Se questo fosse lo sbocco, investire in Creval non sarebbe più un "voto di appartenenza" a una storia di banca autonoma. C'è un Consorzio di garanzia che è la rete di protezione in caso i soci vecchi e nuovi disertassero in parte l'offerta. In tale eventualità la vendita della banca diventerebbe più probabile.

Ma ragionando di convenienza e solo sui numeri, il possessore di un'azione attuale avrebbe la possibilità da lunedì 19 febbraio a giovedì 8 marzo di acquistare 631 nuove azioni sborsando 63,1 euro. Apparentemente una condizione favorevole, si abbassa sicuramente il valore medio delle azioni in portafoglio.

Quindi se il titolo dovesse riprendersi perché la redditività aumenta o perché la banca viene acquistata da altri gruppi bancari ci sarebbero margini per guadagnare o, per chi ha pagato tanto le azioni storiche, perdere meno. Molto dipenderà dalla capacità dell'istituto di rialzarsi dopo le gran perdite di questi anni, così come promettono i vertici.
L'opportunità economica va valutata alla luce di altre considerazioni e ognuno dovrà fare le proprie scelte. Non c'è una risposta valida per tutti.

Se si posseggono già molte azioni del Valtellinese, quindi - come si dice - si è già molto investiti, la partecipazione all'aumento amplia l'esposizione verso il singolo istituto. Nel bene o nel male. Il socio potrebbe però avere azioni di altre banche, quindi essere già molto investito nel settore bancario, quindi l'esposizione nel settore bancario aumenterebbe. Viceversa se il socio ha poche azioni del Valtellinese e poche azioni di banche può essere l'opportunità per entrare a prezzi molto bassi. Da questo punto di vista la maxiofferta è un gran vantaggio per chi deve entrare. Va sempre ricordato che con le azioni - vale per tutti e ovunque - si può guadagnare molto ma anche perdere tutto.

Chi è già socio può anche vendere il suo diritto di prelazione. Ogni giorno (ma attenzione, solo fino al 2 marzo) Borsa Italiana quoterà il valore del diritto (cioè il prezzo di incontro fra chi vende perché non vuole partecipare all'aumento e chi compra perché vuole comprare le azioni di nuova emissione) e quindi il titolare della prelazione può decidere se venderlo o tenerlo e comprare nuove azioni. Venderli tutti o in parte. O addirittura comprarne altri se vuole partecipare più massicciamente all'aumento di capitale. Comunque il consiglio è di seguire giorno per giorno il prezzo dei diritti (www.borsaitaliana.it) e vendere per tempo se questa è la decisione, altrimenti gli ordini di vendita finiscono per accumularsi negli ultimi giorni e - in genere - valgono meno.

C'è chi cerca un punto di equilibrio vendendo un numero di diritti tale da pagarsi le nuove azioni che dovrà comprare con quelli non ceduti. È una possibilità. Oppure si incassa il valore dei diritti e con quei soldi si fa altro.
Sono scelte "tecniche" non facili da fare, richiedono attenzione. Queste poche considerazioni sono solo spunti per confrontarsi fra soci. Lettera firmata

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