Sondrio , 03 ottobre 2018   |  

Consiglio regionale: nessuna votazione sui provvedimenti venatori

I due progetti di legge all’ordine del giorno riguardavano l’utilizzo dei richiami vivi e la pratica della caccia in deroga

1536935020700.jpg abruzzo a caccia regolarmente dal 16 settembre

Nessuno dei due provvedimenti venatori iscritti oggi all’ordine del giorno del Consiglio regionale è stato votato dall’Aula, in quanto in due distinte votazioni sono state prima approvate le questioni pregiudiziali presentate su entrambi i progetti di legge dei quali era relatore Floriano Massardi (Lega).

Il primo progetto di legge posto in discussione si proponeva di consentire ai cacciatori durante la stagione venatoria l’utilizzo di richiami vivi catturati e inanellati dagli Uffici Territoriali Regionali, provenienti da impianti autorizzati e utilizzabili per la sola caccia da appostamento. Complessivamente avrebbero potuto essere utilizzabili a tale scopo esemplari di cesena (5.100), di merlo (2.809), di tordo bottaccio (5.619) e di tordo sassello (5.472), per un numero complessivo di richiami pari in Lombardia a 19mila esemplari. La parte del leone sarebbe spettata alla provincia di Brescia con 10.430 uccelli selvatici catturabili e a quella di Bergamo con 6.079: seguivano Lecco e Sondrio con 1.483, Como con 652, Milano, Monza e Brianza con 229, Mantova con 127.

Il Consiglio regionale ha approvato a scrutinio segreto con 44 voti a favore, 33 contrari e 1 astenuto la questione pregiudiziale presentata dal gruppo Lombardi Civici Europeisti (primo firmatario Niccolò Carretta), nella quale si lamentava il rischio di possibili procedure d’infrazione in sede europea e impugnative in sede governativa. Su questo progetto di legge un’altra questione pregiudiziale era stata presentata anche dal M5Stelle.

Il secondo progetto di legge iscritto all’ordine del giorno della seduta odierna intendeva consentire l’esercizio della caccia in deroga durante questa stagione venatoria alle specie peppola e fringuello. Per queste due specie la Commissione Europea ammette un prelievo massimo fino al 5 per cento del quantitativo stimato come esistente; il valore di riferimento contenuto nel progetto di legge portato oggi in Aula era pari allo 0,5%. Il provvedimento autorizzava per le peppole un prelievo massimo pari a 39mila esemplari e per i fringuelli pari a 310mila capi, effettuabile esclusivamente da parte dei cacciatori autorizzati nelle modalità da appostamento fisso o temporaneo, e in possesso della scheda di monitoraggio. Ciascun cacciatore avrebbe potuto prelevare un numero massimo di 5 capi al giorno e 50 nell’arco dell’intera stagione per la specie fringuello, 5 capi al giorno e massimo di 15 stagionali per la specie peppola.

Con 42 voti a favore e 36 contrari anche in questo caso è stata accolta a scrutinio segreto la questione pregiudiziale che chiedeva di non ammettere il provvedimento alla discussione e trattazione in Aula presentata da Michele Usuelli (+Europa), che oltre a evidenziare i rischi già contenuti nella questione pregiudiziale approvata sull’altro progetto di legge, lamentava anche come si fosse in presenza “di un atto legislativo e non amministrativo, come invece richiesto dalla giurisprudenza vigente”. Su questo provvedimento erano state presentate altre tre questioni pregiudiziali da parte dei gruppi PD, M5Stelle e Lombardi Civici Europeisti.

Entrambi i provvedimenti erano stati precedentemente approvati in Commissione Agricoltura con i voti favorevoli dei rappresentanti dei gruppi di maggioranza.

Il relatore Floriano Massardi (Lega) nel suo intervento in Aula ha espresso oggi “profondo dispiacimento nel constatare che su questi progetti di legge in materia venatoria è mancata oggi piena condivisione in maggioranza e anche nel suo stesso gruppo, e che purtroppo la bocciatura dei due provvedimenti non consentirà per questa stagione venatoria il ricorso all’utilizzo dei richiami vivi e la pratica della caccia in deroga, che non viene più praticata in Lombardia da 7 anni”.

“Darò vita a un tavolo tecnico e politico con gruppi consiliari e associazioni venatorie per studiare il percorso più efficace per il 2019 – ha sottolineato l’Assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi- ma purtroppo ci scontriamo ancora una volta contro l’atteggiamento ideologico e politicizzato di Ispra. Ora serve necessariamente una azione politica forte anche a livello parlamentare per ripristinare e valorizzare una tradizione radicata e utile alla gestione dell'ecosistema come quella venatoria”.

In riferimento alla lettera inviata nei giorni scorsi agli uffici di Giunta e Consiglio regionale dal Ministero dell’Ambiente in cui si esprimevano forti riserve sui contenuti dei provvedimenti oggi in discussione in Aula, il Consigliere della Lega Andrea Monti ha lamentato come “è bene interrogarsi se questo Consiglio sia libero di esprimersi liberamente e in autonomia o se l’assemblea regionale lombarda sia invece stata posta sotto la tutela del Governo di Roma”. A tal proposito, il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi ha evidenziato come il Consiglio regionale si sia espresso in piena autonomia votando sulle questioni pregiudiziali, fermo restando che ogni Consigliere resta libero in sede di voto di fare le proprie valutazioni politiche e personali.

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