Gerola Alta, 12 gennaio 2018   |  

“Ciaspolando tra Baite e calecc” edizione 2018

Domenica 14 Gennaio, a Gerola Alta l'Ecomuseo con le associazioni locali organizzano l'edizione 2018 dell'escursione e percorso gastronomico

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Domenica 14 Gennaio a Gerola Alta l'Ecomuseo con le associazioni locali organizzano l'edizione 2018 dell'escursione e percorso gastronomico “Ciaspolando tra baite e calecc”, ritrovo a Fenile alle 11,30, il tempo sarà bello, le cucine e i cuochi nelle postazione del pranzo itinerante sono sotto pressione e al lavoro: la montagna è ben innevata. Le condizioni invernali del tracciato, seppur semplice e ben battuto suggeriscono di dotarsi di ciaspole o comunque di calzature idonee, scarponcini o doposci.

Parlando di montagna in inverno, a Gerola, il periodo natalizio ha visto la località riunirsi dopo Capodanno nella sala comunale per ascoltare la conferenza di Cristian Candiotto, guida alpina che sta vivacizzando e rilanciando lo scenario alpinistico, per gli itinerari di maggiore impegno sia estivi, sia invernali nel gruppo montuoso del Pescegallo. Si ripopolano di cordate la Val Vedrano, la Val Tronella, la Val Bomino, la Valle di Trona con le loro cime e i loro versanti. Candiotto ha aperto numerosi tracciati su cascate di ghiaccio, couloir, linee di salita che sfruttano le colate lungo i canali e le sezioni di “verglas” che solcano alle basse temperature le pareti. Nella serata che si è svolta a Gerola Alta ha parlato di sicurezza in montagna in inverno.

«Un argomento – precisa l'alpinista che è anche Istruttore e Tecnico formatore nazionale del Soccorso alpino – su cui fare informazione è necessario e si traduce in prevenzione. Io – ha anche spiegato – faccio parte come professionista e sono “ambassador” del team e del marchio Ortovox, azienda tedesca che si occupa di protezione e comfort per le attività alpine, e che svolge attività di formazione che contribuiscono a rendere gli sport di montagna più sicuri. La serata di Gerola – ha aggiunto – faceva parte del programma “Safety Academy”, accademia di sicurezza, veniva chiarito come essere consapevoli di ciò che ci circonda in ambiente, in condizioni invernali e quindi più difficili. Come si possa affrontare la montagna con ghiaccio e neve adottando adeguate misure di prevenzione, materiali, strumenti». Quindi i localizzatori Arva, per essere individuati in caso di valanga, la pala, la sonda. «Gli ausili moderni – spiega Candiotto – dispositivi personali di autosoccorso per essere operativi nel momento del bisogno. Ma io informo e cerco di chiarire come si debbano prevenire i problemi, imparando a conoscere e saper valutare il rischio, scegliendo il percorso, acquisendo le informazioni sui bollettini nivometeo, utilizzando bene le cartine». Per la guida questo è anche un inverno di lavoro piuttosto fitto.

«Ci sono clienti – chiarisce Cristian – che arrivano anche da Venezia per scoprire scalate e cascate ghiacciate nel comprensorio orobico del Pescegallo, in Valgerola. Mi capita di muovermi nelle nostre valli e vedere tanti giovani che hanno ritrovato la strada per arrivare su queste cime appartate e in cui si respira una atmosfera da montagna di una volta, ancora integra e che dà il sapore dell'avventura. Avventura che va affrontata sempre con la testa, usando le attrezzature, e anche conoscendo il territorio in cui ci si muove».

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