Sondrio, 29 giugno 2015   |  

La "Scuola per Genitori" è finita ma promette di tornare per l'anno prossimo

Il progetto portato avanti dalla Cooperativa Ippogrifo (con la partecipazione di ValFamily) e dal Forum delle Associazioni familiari della provincia di Sondrio è giunto a termine dopo il ciclo di incontri che hanno avuto l’obiettivo principale di lavorare con i genitori in un’ottica di prevenzione o di attenuazione del disagio psicologico nei bambini e nei ragazzi adolescenti

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Il progetto “Scuola per genitori” attuato dalla Cooperativa Ippogrifo (con la partecipazione di ValFamily) e dal Forum delle Associazioni familiari della provincia di Sondrio è arrivato a termine dopo la conclusione del ciclo di incontri iniziati a dicembre 2014.  L'iniziativa ha tentato di reagire difronte alla crisi che attualmente la famiglia come istituzione vive. Infatti è sempre più faticoso trasmettere dentro le mura di casa il senso delle cose che contano: il rispetto per gli altri, la dignità del lavoro, l'importanza degli affetti, il valore del benessere. La famiglia oggi si trova in difficoltà soprattutto nell'elaborare nuovi strumenti educativi che permettano ai giovani di diventare adulti responsabili e consapevoli. 

 

«Ci sono poi genitori che dichiarano di non riuscire più a gestire figli adolescenti che continuano ad avere degli atteggiamenti di sfida nei loro confronti, o genitori disperati nel motivare allo studio, o nel far rispettare loro le minime regole di convivenza civile. La scuola e la famiglia restano dunque i luoghi elettivi dove accadono i più disperati episodi. Emerge sempre di più una domanda di aiuto, nei centri psicopedagogici e consultori, su diversi aspetti della relazione educativa: l’aumentato abbandono scolastico, il disagio relazionale con compagni o con insegnanti, problemi relativi ai disturbi del comportamento alimentare, comportamento a rischio di devianza. Emerge sempre più spesso la confusione dei ruoli genitoriali e filiali, genitori che tendono sempre più a “costruire” figli felici al riparo da ogni frustrazione e dolore mentale, e sempre più i beni materiali sostituiscono i beni formativi. L’istituzione scolastica è sempre più chiamata a porre rimedio alle carenze della famiglia e gli operatori della scuola si trovano a svolgere un ruolo psicologico che non è loro. Appare evidente che stiamo parlando di un nuovo modo di pensare al rapporto educativo e di conseguenza al “fare educativo”. Ecco allora l’esigenza di creare uno spazio serale in cui le coppie genitoriali s’incontrano, si formano e condividono fatiche e speranze» spiegano i fautori del progetto  .

 

«Siamo partiti dal significato e dalla funzione della genitorialità, abbiamo poi scoperto quello che è il ciclo di vita della famiglia, abbiamo infine affrontato gli stili educativi e sottolineato i momenti critici che possono mettere in serie difficoltà la coppia genitoriale: l’adolescenza, la separazione dei genitori, il vivere in una famiglia mono-genitoriale. Questo progetto è stato articolato in sei incontri, da dicembre a maggio, per l’accompagnamento alla genitorialità di un buon numero di coppie che lo hanno richiesto e ha avuto l’obiettivo principale di lavorare con i genitori in un’ottica di prevenzione o di attenuazione del disagio psicologico nei bambini e nei ragazzi adolescenti. Altri obiettivi della Scuola sono stati: il riconoscere valori e dignità ai legami parentali, la coesione familiare, il favorire una comunicazione efficace con i figli in ogni fascia di età e responsabilizzare i genitori nel loro ruolo. In questo cammino le coppie genitoriali presenti, sono state chiamate a riflettere che “fare il genitore” è un vero e proprio mestiere, che necessita di strumenti adeguati, di competenze e capacità relazionali. In questo lavoro di ricerca gli incontri hanno stimolato i genitori a trovare la chiave di lettura giusta per una educazione dei figli che è un divenire.  L’esperienza positiva di questa prima edizione, ci porterà sicuramente a proporne una seconda, perché Genitori non si nasce ma si diventa» concludono.

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