Valgerola, 20 luglio 2016   |  

Il momento è arrivato: diciamo addio al Bitto Storico

A breve l'annuncio del nuovo nome deciso dai Ribelli del Bitto

nECROLOGIO

II Consorzio salvaguardia bitto storico e la Società valli del bitto spa fanno sapere che, nella stagione d'alpeggio 2016, non sarà prodotta una sola forma di bitto storico. Questa la decisione presa in seguito alla fine della Pace del Bitto.

 

La diaspora nasce dalla nascita del nuovo disciplinare per produrre Bitto DOP che “ ha introdotto i mangimi, l’uso dei fermenti industriali, escludendo il latte di capra dalla composizione” spiega Paolo Ciapparelli, sostenitore del Bitto Storico. “I produttori del Bitto storico invece hanno sempre rispettato le vecchie regole: lavorazione a caldo, cioè non oltre 30 minuti dalla mungitura (per evitare la proliferazione di batteri); la composizione del latte: 80 per cento di vacca, 20 per cento di capra; alimentazione degli animali fatta esclusivamente di erba”.

 

Da questi due modi di vedere la produzione del formaggio sono nati due distinti consorzi, quello di Tutela del Bitto e Casera e quello del Bitto Storico che si distinguono oltre che nelle modalità anche nella quantità, 1500 sono le forme di Bitto Storico prodotte in un anno, 20000 sono quelle di Bitto DOP.

 

“Battaglia impari – tuona Chiapparelli - Oltretutto ci sentiamo presi in giro dalla Camera di Commercio di Sondrio con la quale abbiamo stipulato accordi, mai rispettati. I produttori del Bitto storico hanno sostenuto molte spese. Sono la realtà modello che traina tutto il settore. Eppure, nonostante le promesse, non abbiamo ottenuto alcun finanziamento. Dunque, siamo pronti a cambiare definitivamente strada”.

 

La nuova strada con un cambio di nome potrebbe porre in imbarazzo la Valtellina al salone del gusto di Torino a settembre ma conviene ai sostenitori del Bitto Storico che così evitarebbero guai giudiziari con l'Unione Europea, come ha segnalto l'Assessore Fava infatti, “altrimenti verrebbero denunciati per frode in Commercio”.

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