Trento, 02 aprile 2016   |  

I simboli dell’incarnazione, l’aquila, le montagne: ecco lo stemma del vescovo Lauro

Il settimanale diocesano, Vita Trentina, anticipa la descrizione dello stemma episcopale di monsignor Lauro Tisi che sostituirà mons. Bressan nella diocesi di Trento

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Stemma del vescovo Lauro Tisi (Trento)

Una sorta di “carta d’identità” di ogni pastore della Chiesa: così il settimanale diocesano, Vita Trentina, anticipa  la descrizione dello stemma episcopale di monsignor Lauro Tisi, a due giorni dalla sua ordinazione episcopale e dall’inizio del ministero di Arcivescovo di Trento, domenica 3 aprile.

Lo stemma è tutt’uno con il motto episcopale, indicato da don Lauro appena appresa la notizia della sua nomina: “Il verbo si fece carne”, citazione dell’inizio del Vangelo di Giovanni (1,14), sintesi biblica e teologica del mistero dell’incarnazione.

Questa la descrizione dello stemma episcopale secondo il linguaggio tipico dell’araldica: Scudo inquartato da croce d’oro: nel 1° d’azzurro colomba radiante d’argento; nel 2° d’azzurro stella d’oro con otto punte; nel 3° d’azzurro rocce d’argento; nel 4° d’azzurro aquila di nero. Lo scudo è contornato dalle insegne arcivescovili e dal motto: “Il Verbo si fece carne”. 

Il significato dello stemma viene quindi così spiegato: 

La fecondità della missione del vescovo Lauro è assicurata dalla centralità di Cristo, concepito per opera dello Spirito Santo (la Colomba) e incarnato nel seno della Vergine Maria (la Stella), che con il sacrificio della croce ha redento il mondo.

Il Messaggio viene annunciato dal vescovo Lauro proveniente dalla terra di Rendena (rocce illuminate dal sole e cielo azzurro) alla Chiesa di Dio che vive nel Trentino (aquila).

 

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