Roma , 28 ottobre 2016   |  

Tangenziale di Morbegno, interrogazioni parlamentari

Caso "Dama Nera" e variante di Morbegno, al centro di alcune interrogazioni parlamentari

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Da un'interrogazione parlamentare presentata alla Camera  in data 26 Ottobre da "De Rosa, Busto, Daga, Mannino, Micillo, Terzoni, Zolezzi e Vignaroli (n.ro5-08233) al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, relativa all'inchiesta "Dama nera" delle Fiamme Gialle sulla realizzazione della variante di Morbegno, riportiamo quanto segue:

«Per sapere - premesso che: nell'inchiesta ½Dama nera" delle Fiamme Gialle, oltre a imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di opere pubbliche e personalità come l'ex-sottosegretario Luigi Meduri, risultano coinvolti cinque dirigenti e funzionari dell'Anas della direzione generale di Roma, tra cui Antonella Accroglianò, dirigente responsabile del coordinamento tecnico amministrativo di Anas Spa, ritenuta dai finanzieri vero e proprio deus ex machina del sodalizio"; tali dirigenti e funzionari abusando dei poteri derivanti dall'incarico ricoperto nell'ambito di Anas, sono riusciti ad ottenere utilità e provviste corruttive da imprenditori, titolari di società di rilievo nazionale, in casi con l'intervento di un " colletto bianco " (un avvocato di Catanzaro) e del citato esponente politico"

L'inchiesta avrebbe interessato anche la gara per la realizzazione della variante di Morbegno, dallo svincolo di Fuentes allo svincolo del Tartano, sulla strada statale 38 dello Stelvio, l'intervento viabilistico approvato dalla delibera del CIPE 121/2001; l'appalto veniva aggiudicato, per 145 milioni di euro, ad ATI Tecnis spa, riferibile agli imprenditori catanesi Concetto Lo Giudice e Francesco Domenico Costanzo, così come la Cogip Infrastrutture spa, entrambe società con sede legale a Tremestieri Etneo; secondo quanto reso noto dalla Guardia di finanza, ½Accroglianò veniva interessata dai predetti imprenditori siciliani e, per conto degli stessi, da Meduri, non solo per la velocizzazione dei pagamenti conseguenti all'iscrizione di " riserve " nelle contabilità di cantiere, risolte attraverso il meccanismo dell'" accordo bonario ", ma, anche e soprattutto, per l'ottenimento dell'autorizzazione alla cessione di un ramo d'azienda, concernente la realizzazione della Variante di Morbegno.

In sintesi emergeva come: Costanzo Domenico ed il Bosco Concetto intendessero cedere il ramo d'azienda (in realtà, come detto, l'appalto), relativo alla realizzazione della Variante di Morbegno, in favore di un'altra società con sede a Sondrio e che tale cessione fosse condizionata all'autorizzazione dell'appaltante Anas Spa, attraverso la presa d'atto. In relazione all'espletamento di tali "pratiche", venivano documentati plurimi episodi di corruzione, concretizzatisi in 6 dazioni di denaro, dal dicembre 2014 all'agosto 2015, per un totale pari ad almeno 150 mila euro -: se il Governo sia in grado di fornire un elenco circostanziato dei bandi di gara o affidamenti diretti di appalti per lavori infrastrutturali, sul territorio della regione Lombardia, gestiti da Anas, ai quali abbiano partecipato e con quale ruolo, le persone coinvolte ed arrestate nell'inchiesta della Guardia di finanza "dama nera", al fine di chiarire in che misura quanto sopra esposto possa aver pregiudicato la realizzazione della "variante di Morbegno" in termini di economicità, trasparenza e tempistiche».

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